Il Progetto

Il lavoro artigianale è antico, fatto di conoscenze uniche, conservate e tramandate nel tempo, ma è anche creatività, innovazione e sperimentazione.
Un mondo spesso nascosto, che nasce e vive in cantine, soffitte o  polverosi laboratori, che sta tuttavia in questi anni crescendo e sviluppandosi soprattutto tra le giovani generazioni.

Con il progetto Un Palco per Due abbiamo deciso di raccontarvi questo mondo, in maniera innovativa e non convenzionale: attraverso gli occhi di quattro artisti.
Un musicista, un attore, una danzatrice e un giocoliere trasformeranno per la prima volta un laboratorio artigianale nel loro palco, interpretando con le loro arti le creazioni che nasceranno da altrettanti artigiani.

Quattro performances, un unico percorso, in cui gli spettatori saranno guidati alla scoperta dei suoni, i materiali, i movimenti, facendo emergere la poesia che caratterizza le lavorazioni artigiane dei nostri protagonisti.

Nell’industria non è ammesso l’errore, il prodotto fallato viene scartato e immediatamente distrutto.
Per noi l’errore può anche diventare opportunità, ispirazione, portarci alla creazione di un nuovo oggetto.

L’errore

…le creazioni nascono grazie agli studi e il lavoro che ognuno di noi ha affrontato, ma anche da conoscenze tramandate, dalle persone e i luoghi incontrati lungo la strada…

Esperienze

Il tempo dell’industria è scandito, ritmico, costante, assordante.
La creazione artigianale è fatta anche di pause, improvvisazioni, a volte ripetuto ma mai ripetitivo…

Il tempo

Artisti

Simone Garino

Simone Garino

Nato a Torino nel 1984, inizia a suonare il pianoforte a 6 anni, per poi passare al clarinetto e al saxofono contralto e soprano con Luciano Meola, primo clarinetto del Teatro Regio di Torino.

Diplomato in Sassofono con Massimo Baldioli, presso l’Istituto Musicale Pareggiato della Valle d’Aosta.

Laurea magistrale col massimo dei voti, lode e dignità di stampa in Popular Music (Università di Torino, Facoltà di Lettere e Filosofia) con una tesi sull’impiego del saxofono nel cinema, dal titolo “Sax, thighs and videotape: il ruolo del cinema nella costruzione di uno stereotipo musicale”.

Si è perfezionato in numerosi seminari e masterclass con jazzisti come Jesse Davis, Benny Golson, Bobby Watson, Rick Margitza, Chris Collins, Jerry Bergonzi, Emanuele Cisi e George Robert, e con il sitarista indiano Deobrath Mishra.

Nel 2014 ha conseguito una borsa di studio per la New York Jazz Academy, scuola di alto perfezionamento jazzistico, per un periodo di studio di tre mesi, seguendo i corsi tenuti da Loren Stillman, Ron Horton, Lindsay Horner e Dave Ambrosio.

Durante la sua permanenza a New York ha studiato anche con Hamiet Bluiett, fondatore del World Saxophone Quartet e membro del quintetto di Charles Mingus.

Eleonora Aschero

Eleonora Aschero

Performer di teatro e danza contemporanea. Le piace confrontarsi con le varie opportunità che si presentano sempre in rapporto alla sua passione che è il movimento .

Negli ultimi anni lavora in diversi progetti, forme d’arte e linguaggi diversi che conversano tra loro: dal circo, mapping e musica live; studio dell’architettura urbana e della sua evoluzione ed espressione quotidiana. Il fulcro è il corpo che attraverso il suo respiro crea vibrazioni e abita gli spazi in cui si immerge…
Diplomata Al PerformingArtsUniverity Torino, Atelier Teatro Fisico di Philip Radice; ha il piacere di incontrare diversi mimi e danzatori tra cui Philip Radice, Patrizia Besantini, Yves Le Bretons, Riccardo Mafiotti ,Serena Zanconato e fortunatamente tanti altri importanti maestri di presenza e di tecnica scenica.
“Volume Insolido” è la prima creazione teatrale. Assieme alla mouver Elisa Pais formano la Compagnia Elle. In collaborazione con il Collettvo XpressArt di Bruxelles, gioca in eventi organizzati come performer di danza e manipolatrice di oggetti.

Oggi è impegnata nel progetto SLIp (spazio Libero di Incontro e Partecipazione) e per
l’Artista in Mutande all’Hub CecchiPoint.

Luca Cerè

Luca Cerè

Viaggiando in autostop nell’estate dei miei vent’anni mi ritrovo vicino Granada. Incontro per la strada un bellissimo djambe che mi costa il mio ultimo grosso pezzo di carta. La notte è corta per assaporarlo bene e cosi, sfinito, con le mani gonfie dal suonare e per la gioia degli uditori, mi addormento su un prato, coprendo con cura il mio tesoro. Al risveglio quel pezzo di legno dal suono secco e armonico non era più al mio fianco.
Non mi avevano rubato un oggetto ma un suono, quel suono, vibrazioni nuove, che avevo appena assaporato con il mio rozzo battere.
Dopo qualche ora, passata l’ira verso il mondo e affranto, compro un gioco da una bancarella. Un Flowerstick, tre bacchette di legno rivestite di materiale gommoso, che mi divertono e mi alleggeriscono l’accaduto.
Dopo poco un ragazzo mi chiede se può giocarci e non so come, riesce a romperlo.
Gli dico che forse quella non era la mia giornata fortunata e di non preoccuparsi. Lui torna dopo una mezz’ora e mi ritrova dove mi aveva lasciato, avevo deciso che era meglio non muoversi troppo, e con gentilezza mi regala il suo Flowerstik. Costruito da lui era più resistente e di migliore fattura.

Ho continuato a giocare per molti anni, cambiando forma, aggiungendo il fuoco, formandomi in un’accademia di teatro e in una scuola di circo e girando per l’Italia a far spettacoli per strada.

Claudio Dughera

Claudio Dughera

Ha studiato all’Accademia Albertina di Belle Arti e si è formato alla Piccola Accademia del Teatro Ragazzi e dell’animazione.

Le sue prime esperienze teatrali lo portano a realizzare e condurre realizza laboratori didattici teatrali e artistici per bambini.

Dal 2010 ha cominciato a lavorare come attore per diverse compagnie teatrali ed a esibirsi in festival in giro per l’Italia.

Negli ultimi anni, collabora con l’Associazione Teatrale “La Turcacane” e con la Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani di Torino per le quali ha ideato e messo in scena diversi spettacoli per bambini e ragazzi.

Realizza inoltre spettacoli teatrali per bambini e per ragazzi diversamenteabili e ha  fondato la Compagnia Teatrale integrata di ragazzi disabili e normodotati “Gli Indirigibili”.

Artigiani

Irene Azzarone

Irene Azzarone

Scopre l’argilla in terza elementare e la ritrova dopo 16 anni.

Si forma in diversi laboratori di Torino e provincia, dove segue maestre esperte e apprende tecniche preziose.
Lavora in una ex tavernetta trasformata nel tempo in un laboratorio pieno di smalti, terre e pezzi che testimoniano l’evoluzione del suo stile.

Lavora il gres e la porcellana al tornio e cuoce in un forno ad alta temperatura.
Per lei la ceramica è una passione, un lavoro fatto di ricerca e sperimentazione, dove ci sono regole da rispettare, ma è la fantasia a fare la differenza.
Mentre continua nel personale percorso di formazione e approfondimento delle tecniche ceramiche, è impegnata in percorsi didattici alla scoperta dell’argilla, collaborando in particolare con il Munlab – Ecomuseo dell’Argilla di Cambiano (TO).

Daniel Escobar

Daniel Escobar

Originario della Terra del Fuoco, studia a Buenos Aires, cominciando l’attività di artigiano itinerante nei frequenti viaggi tra la capitale e il sud del paese.
Nel 2004 comincia a sperimentare diverse tecniche di produzioni artigiane, tra cui la creazione di gioielli e monili in macramé. Partecipa a diverse fiere dedicate all’artigianato a Buenos Aires, Cordoba, e nella Terra del Fuoco.
Lavora per due anni con lo scultore Javier Valente, creando diverse opere scolpendo legno e utilizzando innesti in metallo.
Lavora con la scultrice argentina Betina Sor, creando opere realiste utilizzando fusione di resine e metalli.
Nel 2005 comincia a viaggiare proponendo le sue creazioni in diversi paesi dell’america latina: Venezuela, Colombia, Perù, Brasile, Bolivia e Uruguay.
Nel 2012 si trasferisce in Europa, dove continua con la sua produzione artigiana e si dedica alla vendita dei suoi prodotti, partecipando a numerose mostre, esposizioni e mercati dell’artigianato.
Le sue creazioni hanno origine da differenti parti del mondo e, di questi luoghi, ne racchiudono le tracce, siano queste il legno utilizzato o le pietre preziose e semi-preziose inglobate in esso.

Artista, lavoratore manuale, viaggiatore. Autore, compositore, interprete.

Un lavoro di ricerca che porta a fondere materiali naturali di diverso tipo, attraverso tecniche più o meno antiche e totalmente artigianali. Uso delle mani innanzi tutto.
Pezzi senza dubbio unici.
Ostentazione di tesori della natura e di tecniche artigianali eccentriche, il cui frutto è forse un lavoro artigianale non comune.

Josean Garcia

Josean Garcia

Ha studiato Design al ECA, Edinburgh College of Art (Scozia) e nel 2007 si è laureato in Design ed Architettura del Vetro. Subito dopo si è trasferito a Venezia dove ha lavorato due anni a Murano con il Maestro Davide Salvadore. In questo periodo, ha imparato molto sulle diverse tecniche di lavorazione del vetro, tipiche della tradizione veneziana. Ha inoltre avuto l’occasione di esplorare e sperimentare più a fondo nuove idee per lavorare con questo materiale. Attraverso passione e creatività unisce le diverse tecniche imparate in questi anni dai professionisti del vetro e dall’ esperienza acquisita nel corso della vita per creare pezzi unici di arte e di design.

Principalmente realizza perle soffiate che vengono utilizzate per creare gioielli originali ed eleganti (bracciali, orecchini , collane). Inoltre, soffia particolari oggetti di design (bicchieri, bottiglie, lampade).

Le sue opere si possono trovare in diversi negozi, bookshops e gallerie sparsi per il mondo.

Francesco Olivetta

Francesco Olivetta

Tre i canali di ricerca lungo i quali si struttura la sua formazione: la musica, la ricerca antropologica, la lavorazione del legno

La musica lo strega provocandogli un benessere profondo e necessario. Si è esercitato e costantemente si applica allo studio di diversi strumenti: chitarra classica, eufonio, fisarmonica.

La curiosità per le domande essenziali inevase dell’uomo lo porta a frequentare il corso di laurea in Comunicazione Interculturale con specializzazione in Antropologia Culturale presso l’Università degli Studi di Torino, elaborando una tesi sul ruolo dell’artigianato creativo nel contesto torinese come forma d’impegno giovanile e come mezzo di costruzione di senso e di collettività.

La ricerca di un equilibrio olistico tra mente, anima e corpo, lo avvicinano alla lavorazione del legno, materia vitale, calda e replicabile nel rispetto dei ritmi naturali. Conoscere e lavorare il legno diventa l’attività a cui si dedica con più tempo ed energie.

La sua formazione in questo campo si svolge interamente in botteghe artigiane attive e operanti, dove l’apprendimento avviene tramite l’esperienza concreta e il confronto col mercato. Collabora per due anni nel laboratorio di Restauro e artigianato Artistico presso l’atelier àLTERA, a Scurzolengo (At). Nei successivi tre anni ha la fortuna di crescere nell’Atelier del maestro Bruno Geda, partecipando a produzione di pezzi d’arredo unici ed elementi scenografici, che oltre ad approfondire le sue capacità tecniche gli permettono di acquisire un approccio più artistico e morbido nella manipolazione del materiale.

Dal 2013 fa parte di un collettivo di artigiani, educatori, formatori che ha dato vita allo spazio e Progetto Officine Creative, presso l’Hub Cecchipoint, casa del quartiere Aurora di Torino. All’interno di Officine Creative gestisce assieme ad altri tre professionisti il laboratorio di falegnameria, in cui segue la produzione di oggetti unici per committenza privata in collaborazione con Izmade, un’offerta formativa aperta a chi vuole avvicinarsi a sperimentare  lavorazione del legno e un servizio di falegnameria popolare.

Chi siamo

Associazione Djanet

Associazione Djanet

L’Associazione Djanet, sebbene di recente costituzione, nasce a partire dalle esperienze maturate all’interno di DjanetFilm, casa di produzione indipendente fondata da Adonella Marena, filmaker e documentarista. DjanetFilm ha al suo attivo numerosi film legati a temi sociali, ambientali e didattici, che hanno ottenuto ampia diffusione e numerosi riconoscimenti.

L’Associazione è nata con lo scopo di  unire esperienze artistico-tecniche, educative e di ricerca  ai progetti solidali che accomunano i soci e le socie.

Ci si prefigge così di operare in due ambiti: produrre e costruire eventi artistico culturali (prodotti audiovisivi, proiezioni, performance teatrali e musicali) e organizzare iniziative solidali-educative su temi di criticità sociale.
Si vuole tuttavia mantenere nei progetti un’impronta artistica: un esempio già sperimentato sono i laboratori teatrali di sensibilizzazione ambientale, dove si sono utilizzati con  ragazzi e ragazze strumenti didattici non convenzionali.

Nel Maggio 2014 ha realizzato (in collaborazione con  L.A.V. e il festival CinemAmbiente di Torino) la performance CiboCrudele, sullo sfruttamento degli animali all’interno degli allevamenti intensivi.

info

Lo spettacolo si è svolto a Torino il 7 giugno 2015, presso l’Hub Multiculturale Cecchi Point

Scrivici per rimanere informato sulle future evoluzioni del progetto.

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Progetto finanziato con il contributo della Compagnia di San Paolo nell’ambito di Scene allo sBando 2014
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